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7.Winx Club: Il mistero degli abissi
8.Le due vie del destino - The Railway Man
9.Dragon Trainer 2 (3D)
10.I nostri ragazzi


Dati Cinetel

Una pietra miliare del doppiaggio
di Nicola F. Marcaccini - gio, 16 aprile 2009 02:02

Glauco Onorato Definizione utilizzata da Glauco Onorato parlando di se stesso. Modesto, probabilmente no ma di certo anche autoironico e meritevole di stima essendo uno dei protagonisti principali del doppiaggio passato. Onesto, sicuramente sì. Soprattutto nel dire quello che pensa senza farsi problemi. Ho temuto fin dall'inizio che mi cacciasse fuori casa,  stanco delle solite domande che sicuramente da molti aveva già sentito. Fortunatamente riuscì a sopportarmi per tutta l'intervista. Simpatico, socievole e gentile più di quanto mi sarei aspettato dopo le voci che giravano su di lui. Mi diede conferma sul suo carattere più tenero rispetto al previsto quando parlando del film preferito con Bud Spencer da lui doppiato fece riferimento a "Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre".
Il signor Onorato, con i film di Bud Spencer e Terence Hill, rappresenta la cartina tornasole riguardo il problema tirato fuori dai detrattori del doppiaggio.
Chi avrebbe il coraggio, in questi casi, di lamentarsi nel voler sentire la voce originale dei due attori? Chi preferisce sentire l'audio in inglese quando esisteva il doppiaggio di Bud Spencer anche in quel caso? Chi dice che i film avrebbero avuto successo anche se gli attori avessero usato le loro voci personali in italiano?
Questo naturalmente non significa che ogni film sia migliore doppiato in italiano. Così come non è vero il contrario che ripudia sempre le voci italiane su attori stranieri.
Bud Spencer, Terence Hill, Glauco Onorato e Pino Locchi, lasceranno sempre la dimostrazione di come corpo e voce possano rivelarsi fondamentali per il successo di un film.
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Auguri a Teo Bellia
di Nicola F. Marcaccini - sab, 17 gennaio 2009 00:49

Oggi ricorrono due scadenze particolari. Una è il primo anno da quando è stato aperto questo sito ma cosa più importante oggi Teo Bellia festeggia il suo compleanno. Il primo doppiatore che ho sentito al telefono, il primo che ha partecipato alla manifestazione in riviera a Cattolica e la persona più gentile che ho conosciuto capace di mantenere fede in ogni promessa da buon amico.
In suo onore, pubblico una parte della sua partecipazione al raduno del 2005 tra gli appassionati di Ritorno al futuro. Cordiale durante l'intervista e molto gentile la sera per scattare foto insieme a tutti i fan della DeLorean. Mi ha appassionato al doppiaggio infondendomi la curiosità di conoscere anche i suoi colleghi.
Casualmente il compleanno ricorre quest'anno di sabato e spero si goda al massimo la serata.
Tanti auguri Teo.

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Domanda sui doppiatori a Chi vuol essere milionario
di Nicola F. Marcaccini - ven, 2 gennaio 2009 23:28

Ieri a “Chi vuol essere milionario – edizione straordinaria” la domanda da 30 mila euro chiedeva:
Chi ha dato la voce a Rocky nel primo film?
A – Ferruccio Amendola
B – Gigi Proietti
C – Luca Ward
D – Tonino Accolla
Alzi la mano chi non conosce la risposta. Credo che se siete qui a leggere questo messaggio vi sembra fin troppo semplice come domanda. Eppure la concorrente ha sbagliato rispondendo Ferruccio Amendola e dichiarando di escludere Gigi Proietti.
Finalmente ogni tanto si parla un po' di doppiaggio in TV ma ovviamente dispiace ammettere che sia per il livello di difficoltà a cui è posizionata la domanda e sia per l'errore della concorrente, questo tema sembra restare un po' di nicchia per il pubblico.
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Frugando in soffitta
di Nicola F. Marcaccini - sab, 13 dicembre 2008 08:44

Nel 2005, per il primo raduno tra i fan di Ritorno al futuro, iniziarono le prime interviste video ai doppiatori per poi ripetersi nel 2006.
Per l'occasione venivano proiettate solo nei teatri ma ora sto cercando di recuperarne qualcuna da mettere in archivio. Al momento si possono trovare online le interviste ad Alessandro Rossi (Biff Tannen), Emanuela Rossi (Jennifer Parker, la ragazza di Marty) e a Roberto Chevalier (Dave Mcfly, fratello di Marty).
Ancora andrebbero riesumate anche quelle a Oreste Baldini (che ha promesso di linciarmi se lo metto online), Dario Penne (un po' corta come intervista), Mario Milita, Anna Rita Pasanisi e Manlio De Angelis (primissima intervista).
Alcune risultano un po' inadatte e come tante, viste col senno di poi, peccano per gli argomenti sui quali non si è discusso.
Col tempo, o sistemando quelle vecchie o realizzandone di nuove, saranno sicuramente tutte presenti nelle schede.
Buona visione.
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Che cavolo stai facendo TV?
di Nicola F. Marcaccini - ven, 12 dicembre 2008 09:27

Alle 21:10 del giovedì va in onda su Italia 1 la replica del programma "Matricole & Meteore", condotto da Enrico Papi e diretto da Tiziana Martinengo. Per i nostalgici della vecchia TV può sembrare un appuntamento interessante ma purtroppo molti spettatori restano delusi dai filmati già utilizzati in passato nelle scorse edizioni molto più apprezzate ai tempi in cui conduceva Gene Gnocchi. Il presentatore e lo staff dei comici sembrano un po' troppo presenzialisti e poco esperti delle vecchie mode, mettendo in secondo piano gli ospiti che dovrebbero  risultare protagonisti dello show. Almeno questo è quello che pensano gli spettatori affezionati più alle stagioni passate.
Io personalmente resto deluso dalla solita mancanza di attenzione nei confronti dei doppiatori che ritengo adattissimi come ospiti in un simile programma.
Nella puntata di ieri Fabrizio Manfredi sembrava il cacio sui maccheroni. Primo per la presenza di Nicholas Bradford (Adam Rich) ma soprattutto per il momento in cui avviene l'incontra con Arnold (Gary Coleman). Il servizio in America, realizzato da Sabrina Salerno, risultava abbastanza deprimente. Per più della metà delle scene iniziali appariva la Salerno in bikini durante l'appassionante ricerca di Arnold. Al momento dell'intervista si arrivò ai vertici della demenzialità. Il tormentone legato al suo programma era naturalmente la frase italiana "Che cavolo stai dicendo Willis?" (in inglese "Whatchu talkin bout?"), tanto che continuamente si alternavano scene del telefilm dove si sentiva questa battuta pronunciata da Fabrizio Manfredi. In chiusura, venne chiesto a Gary Coleman di ripetere la frase. Naturalmente si trattava della versione italiana a cui lui non era abituato.  Per concludere, il tutto finisce sentendo  farfugliare da un americano questa frase come se fosse l'originale del telefilm.
Forse era giusto così ma ancora adesso mi domando perché non invitare anche Fabrizio Manfredi per ripetere  il vero tormentone a cui siamo realmente abituati noi nostalgici del passato.

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Interviste di novembre
di Nicola F. Marcaccini - sab, 6 dicembre 2008 01:11
Finito il montaggio delle ultime interviste realizzate a Roma.
Potrete conoscere meglio:
Francesco Pannofino (Denzel Washington, George Clooney, Wesley Snipes)
Michele Gammino (Harrison Ford, Bill Murray, Jack Nicholson)
Massimo De Ambrosis (Edward Norton, Matthew Perry, Steve Carell)
Simone Mori (David Schwimmer, Ice Cube, Mekhi Phifer)
Eleonora De Angelis (Jennifer Aniston, Cameron Diaz, Angelina Jolie)
Fabrizio Manfredi (Kirk Cameron, Gary Coleman, Edward Furlong)
Carlo Valli (Robin Williams, Kurt Russell, Colm Meaney)
Godetevi lo spettacolo.
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Filotto di Ward
di Nicola F. Marcaccini - dom, 23 novembre 2008 20:32

Dopo Monica nel 2006 e Andrea ad ottobre ho concluso la trilogia Ward riuscendo ad incontrare Luca in una delle sue giornate piene d'impegni tra radio, doppiaggio e teatro. Esperienza particolare perché rimasta in forse per tutta la permanenza a Roma. Non sapevo dove, quando e per quanto tempo ci saremmo incontrati per l'intervista e per una strana serie di casualità si è risolto tutto nel migliore dei modi. Una persona gentile che di certo non sminuisce la disponibilità di tanti altri doppiatori che ho conosciuto, riuscendo però a dimostrarmi definitivamente come non sia vero che la gentilezze risulti inversamente proporzionale alla popolarità. Ogni persona ha un suo carattere, una personale opinione di se stesso e di chi gli si avvicina per chiedere un'intervista. Che sia giusto o sbagliato il comportamento è difficile dirlo e indubbiamente ognuno è libero di comportarsi come ritiene più corretto.
Chi conosciamo solo per la voce risulterà sempre imprevedibilmente diverso da come ce l'aspettiamo. In passato mi era capitato di restare deluso da un atteggiamento un po' presuntuoso di chi apprezzavo molto da semplice spettatore eppure questo non mi impedì di continuare ad apprezzarlo anche in seguito nei suoi spettacoli.
Questa credo sia la conferma definitiva della bravura recitativa. Poter entrare nel personaggio che viene interpretato riuscendo a piacere anche a chi non ha una buona opinione sulla personalità dell'attore. Quasi come riuscire a sdoppiarsi completamente.
Le vacanze romane sono sempre affascinanti e mi riempiono di esperienze uniche e indimenticabili tanto che, ogni volta che parto, mi domando sempre quando avrò la possibilità di tornare.
A breve anche gli altri 7 doppiatori intervistati verranno caricati online, di certo non meno importanti di Luca Ward a mio avviso e capaci allo stesso modo di stupirmi rivelando piacevoli caratteristiche del loro carattere.
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WALL•E
di Nicola F. Marcaccini - mer, 5 novembre 2008 01:45

Correva l'anno 1995 quando uscì nei cinema “Toy Story”, il primo lungometraggio in computer grafica realizzato dalla Pixar. Si dice che a quel tempo la potenza dei computer aveva realizzato una grafica che oggi ci possiamo permettere di vedere in semplici videogame. Di anno in anno sono riusciti a produrre film d'animazione digitale sempre più apprezzati sia per gli effetti che per la storia in sé.
Ancora oggi gli appassionati dei normali cartoni animati esistono ma ormai la Pixar ha rivoluzionato il settore creando tanti spettacoli digitali, aumentando sempre di più la velocità di realizzazione e la qualità. Ogni spettacolo che producono fa impallidire quello precedente creando sempre di più l'attesa per quello successivo.
Inevitabile quindi il grande successo di WALL-E sia per grandi che per bambini. Allegro, commovente e con grafica spettacolare. I piccoli apprezzano molto la semplice ironia e la dolce storia d'amore di due robot tra i quali scocca la scintilla, mentre per gli adulti sono presenti tante citazioni a vecchi spettacoli come “Corto circuito” e “2001: Odissea nello spazio”. Per non parlare del simpatico effetto sonoro che si sente quando WALL-E si sveglia, uguale all'avvio di un Macintosh. Adattissima la voce di Alessandro Rossi al posto di MacInTalk (qualcuno ha ancora un dubbio sul legame economico tra Mac e Pixar?). Con la voce robotica mi aspettavo da un momento all'altro che il signor Rossi dicesse: “Hasta la vista, baby!”.
Secondo molti sarebbe stata una mossa apprezzabile la realizzazione dell'intero spettacolo senza voci umane ma forse era un rischio troppo grande per i produttori. Lasciando questa caratteristica solo nei piccoli corti all'inizio dei film Pixar.
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The Mist - la nebbia delle scelte
di Nicola F. Marcaccini - lun, 13 ottobre 2008 23:27

Frank Darabont ormai ha l'abitudine di ispirarsi a racconti di Stephen King e creare successi cinematografici. Basta citare “Le Ali della libertà” (film attualmente al primo posto tra i più apprezzati sul sito www.imdb.com) per far capire il potere di questa accoppiata, famosa anche per “Il Miglio verde”.
Diciamo subito che "The Mist" (approdato nelle sale italiane a distanza di un anno dall'uscita in America) è molto diverso dai due titoli sopracitati ambientati nel carcere, passando dal genere drammatico all'horror vero e proprio.
Partendo dai difetti, bisogna dire che con le tecnologie moderne, spesso la computer grafica rischia di far apparire una scena più finta, sminuendo la paura che si vuole generare nello spettatore. Conscio di questo rischio, Darabont pensò inizialmente di girare il film in bianco e nero, proposta subito negata dalla produzione. Inoltre, molti avvenimenti del film sono fin troppo prevedibili. Come le scene d'azione precedute da momenti di quiete o la morte del personaggio più anonimo all'interno di una piccola squadra, sullo stile della serie TV Star Trek, dove di 4 persone che si teletrasportavano sul pianeta misterioso, il meno conosciuto rischiava sempre una brutta fine.
Il soggetto di un gruppo di persone bloccate all'interno di un supermercato, minacciate da creature misteriose e nascoste da uno strano banco di nebbia, può sembrare scontato e facilmente paragonabile a tanti film sugli zombi. In realtà il cuore del film va ben oltre il problema in sé, dedicandosi di più alla reazione delle vittime o più in generale al comportamento dell'uomo di fronte ad eventi senza spiegazione.
È meglio decidere con la propria testa, dando a tutto una spiegazione concreta e volendo trovare a tutti i costi una soluzione o lasciarsi andare alla suggestione, arrivando persino a credere nel destino, in una forza superiore che ci aiuterà avendo tutto sotto controllo? È meglio eccedere nella religione o nel confidare solo e soltanto in noi stessi e nella nostra logica? Esiste il comportamento corretto per ottenere risultati o il caso premia anche chi non se lo merita? Ma soprattutto, è giusto che un film così bello venga doppiato da Riccardo Rossi?
Almeno quest'ultima domanda merita una risposta affermativa. Per il resto ognuno deciderà se la trama vuole lasciare il dubbio o dare una risposta.
Imperdibile la visione con più persone in una sala cinematografica per sentire il consenso plebiscitario del pubblico quando, in un momento particolare del film, scoppia spesso l'applauso.
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Burn After Reading - A prova di spia
di Nicola F. Marcaccini - mer, 8 ottobre 2008 23:17

In queste ultime settimane, la voce di Sandro Acerbo sta riscuotendo grande successo ai botteghini con Hancock e Burn After Reading. Tra i due film il più consigliato è sicuramente quello dei fratelli Coen, capaci di far scoppiare dal ridere la sala anche quando muore qualcuno.
Una donna decisa ad inventarsi un ricatto politico pur di potersi permettere la liposuzione per trovare finalmente l'uomo della sua vita. Un marito che tradisce la moglie e spera di avere successo brevettando un nuovo vibratore. Un maschio adulto col cervello di un bambino, sempre allegro ascoltando mp3. Un lavoratore licenziato che non sa più come occupare il tempo. Un branco di pazzi che interagiscono tra di loro rovinandosi la vita a vicenda. Se pensate poi che queste persone folli hanno paradossalmente il volto di George Clooney, Brad Pitt e John Malkovich, il tutto stimola ancora di più la risata.
Piccolo neo del film sono alcuni momenti silenziosi fin troppo lunghi. Probabilmente voluti ma in pratica annoiano un po' lo spettatore.
La vera forza dello spettacolo si scopre verso la fine, nel momento in cui si smette di ridere, si ripensa a quel folle mondo rappresentato sullo schermo e ci si accorge con rammarico che in tanti punti non si discosta molto dalla realtà.
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Dati Auditel

"Doppiatore che compie il doppiaggio è una forma popolare per definire una speciale categoria di artisti paragonabili ai maghi, nella quale più si è bravi, più è possibile rendersi invisibili."

"Il doppiaggio è simile ad una normalissima forma di effetto speciale. Come si riesce a far credere che una persona abbia una bella pelle, un bel fisico, dei bei capelli o che possa volare, perché non far credere che abbia una bella voce e sappia recitare?"






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sab, 20 settembre 2014 07:54